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The Voice: tormentoni, strategie (e scollature) scaldano lo show

Quasi quattro milioni di spettatori per la terza puntata del talent show di Rai Due. Ottimi il livello dei cantanti in gara, curiose le dinamiche tra i coach - Tutti i cantati della terza puntata

The Voice: tormentoni, strategie (e scollature) scaldano lo show The Voice: tormentoni, strategie (e scollature) scaldano lo show

Ancora in crescita gli ascolti: ieri sera hanno seguito il talent 3 milioni e 852 mila spettatori con oltre il 15% di share

Credits: (Ufficio Stampa)
di Francesco Canino

“Chiudete la porta che Raffaella ha sempre i brividi”. E’ Noemi a ironizzare sulla frase cult di Raffaella Carrà, “ho i brividi”, un tormentone destinato a pareggiare i conti con il “mi sei entrato dentro” di Simona Ventura versione giurata di X Factor. Qui però siamo a The Voice, terza puntata delle blind audition che, tanto carucce signora mia, ma per fortuna la prossima settima volgono al termine. Il bottone è stato schiacciato in ogni modo e maniera, l’effetto novità s’è affievolito e nel complesso la puntata si regge sul confronto tra i giudici.

RAFFA HA UNA STRATEGIA. La Carrà ha le idee chiare: “Ho una strategia per la mia squadra”. E vien subito voglia di affidarle il mandato esplorativo per la formazione del Governo. Col passare delle ore – parliamo di registrazioni monstre da sei ore l’una – i giudici trovano l’alchimia giusta e consolidano la propria verve. “Certo che la Carrà sa vendersi bene” dice ironico Riccardo Cocciante. E via Twitter Lucio Presta sintetizza: “Raffaella Carrà è un fenomeno artistico senza tempo e in The Voice ha trovato ancora un’altra primavera! Sembra fatto per lei. Grazie”. Eterna Raffa.

COCCIANTE C’E’. E’ il coach apparentemente più silenzioso e compito, ma si scioglie un poco alla volta. “Non è vero che faccio solo cose che piacciono a me”, precisa risoluto. Per due volte non ha riconosciuto la voce (ma nemmeno la figura) di due cantanti nel cast di un suo musical, ma questa volta non fallisce: Lorenzo Campani, già Clopin e Quasimodo ne Notre Dame de Paris, lo riconosce già di schiena, s’illumina, schiaccia il pulsante e quando si gira esplode di gioia, si alza in piedi e strepita. E il ragazzo, un tipo tosto che ha aperto i concerti di Vasco e Ligabue, sceglie subito il suo mentore.

NOEMI E IL GIACCHINO ‘BIRICCHINO’. “Se verrai con me faremo un grande lavoro insieme”. Pure Noemi ha il suo mantra e lo ripete assai spesso. La Carrà sottolinea maliziosa la scollatura audace: “Ah Noemi, con quel giacchino birichino”. E Piero Pelù coglie subito la palla al balzo: “Gli autori dovrebbero spostarmi di sedia e mettermi lì vicino”. Tra un apprezzamento e una battuta pseudo piccante, il ruolo del marpione è tutto suo.

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